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ASCOLTI GUIDATI
 

Sintetizzare una vita dedicata alla musica senza essere noiosi è impresa ardua. Il rischio è quello di bombardare il lettore di queste righe con una miriade di informazioni che non lo interessano per cui – alla fine - preferisce saltare la pagina. E io non voglio che questo accada. Qui, perciò, si troverà unicamente una selezione assai ridotta (e commentata) di alcuni brani che ho scritto. È una micro-storia personale che testimonia la mia crescita come musicista. Tutta la mia musica è edita da Mnemes.

 
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Allegro - Andante - Vivace
 

Tunisi op. 8 (1995)
trio per flauto, violino e violoncello
“Pezzo facile” in tre movimenti (Allegro, Andante, Vivace) scritto per (ed eseguito da) i giovani esecutori ai quali è stato espressamente dedicato. È un omaggio alla "sicilianità" e alle sue contaminazioni con il mondo mediterraneo. Tutti i miei lavori “giovanili” mostrano una chiara ricerca melodica e recano un numero di opus.

 

Poco a poco la mia musica sviluppa dei tratti volutamente originali (nel senso di stravaganti) che ne accentuano l’ironia e la poeticità implicite.

 

 

Né remi né vento (2002)
per flauto, violino, violoncello e pianoforte
Ispirato dalla lettura di una poesia di Raymond Carver, il brano assembla frammenti assai diversi che poi deflagrano in un finale statico. È dedicato alla memoria di Francesco Pennisi.

 
 
Contrapunctus I (1997)
per piano solo
(tratto da Variazioni op. 12)
È il brano di transizione tra - diciamo – i miei primi due periodi. Qui nasce l’idea di una musica volutamente frammentaria che riscopre il valore del silenzio e tenta di esaurire le possibilità espressive di una serie di frammenti melodici. Fino ad oggi, ho composto dieci Contrapuncti (Sic! titolo bachiano) impiegando le medesime cellule e le loro graduali trasformazioni. Già nel Contrapunctus IX, il materiale di partenza risulta irriconoscibile.
 
 
Anime carcerate (2002)
per orchestra d’archi e violino obbligato
Su di un graffito di Palazzo Steri – sede del rettorato dell’Università di Palermo – sta scritto “animus carceratus”: si trattava, infatti, di un antichissimo carcere e l’anonimo incisore descriveva la propria prigionia. Ma anime carcerate sono pure i miei frammenti che non riescono a svilupparsi.
 
 
Non è Magritte (2000)
per clavicembalo e orchestra d’archi
Il tema dell'Aria delle Variazioni Goldberg di Bach diventa il prestesto per lacerazioni e innesti bislacchi.


Di tanto in tanto, faccio ritorno alla melodia pura tramite arrangiamenti di musica altrui. Oppure, scrivo surreali “madrigali” per coro a cappella su testi miei.

 

 

Garinei-Giovannini-Kramer Un bacio a mezzanotte (1999)
elaborazione originale per soprano solista e coro misto a cappella

Nota: nel video, la solista imita la pronuncia sgangherata di certe attricette-cantanti degli anni ’20 e ’30. Un filtro, poi, ne distorce leggermente la voce. Un secondo filtro, infine, fa somigliare l’audio complessivo a quello di un vecchio 78 giri.

 
 

Soffitto viola (2002)
per soprano solo e coro virile
Una mia personalissima rivisitazione del genere canzone. Superfluo sottolineare che il "soffitto viola" è quello di un celebre successo italiano degli anni '60.

 
 
gli elefanti saggi (2000) su testo di Pier delle Vigne (rielaborato)
per coro misto, flauto, violino e violoncello
Il testo di Pier delle Vigne (Uno piasente isguardo / coralmente m'ha feruto / Li occhi mei c'incolparo / che volsero riguardare) è l'occasione per una serie di operazioni pseudo-madrigalistiche.

 

Negli ultimi anni, ho perfezionato il mio zapping musicale migliorando anche la tecnica di orchestrazione.

 

 
Per lo studio d’una Norma violata (2005)
per tromba, clarinetto, percussioni e trio d’archi
Costruito seguendo una forma "a farfalla" (per cui si passa da un frammento all’altro seguendo un percorso obbligato), questo brano gioca con la figura retorica della sineddoche: Casta Diva non c’è, è appena accennata, eppure chi ascolta ha la sensazione di sentirla per intero. Ciò confonde la percezione temporale e conduce a super-valutare la durata totale di esecuzione del brano.
 
 
Due o tre cose che so di Godard (2006) su testi di Karl Marx e JLG (rielaborati)
per soprano, flauto, clarinetto, pianoforte, percussioni e quartetto d’archi
Il testo (Non basta interpretare, bisogna trasformare il mondo / Il cinéma c'est la verité vingtquatre fois par seconde) costituisce il tessuto di uno zapping tra più brani che si velocizza via via.
 
   
LA MIA POETICA    
 

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Poetica musicale

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Come descrivere la mia musica oggi? Ho riflettuto a lungo e ho partorito un serissimo manifesto della mia poetica musicale costruzionista. Non vi sono citate fonti: si tratta unicamente di un "delirio di onnipotenza" - malattia comune tra i compositori. Se avete voglia di annoiarvi, accomodatevi pure!
 
   
CATALOGO    
 
Chiunque sia interessato – per ragioni professionali o per curiosità - al catalogo completo e aggiornato sino ad oggi delle mie composizioni (originali e arrangiamenti) può cliccare sul pdf e sarà accontentato.
     
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Composizioni originali
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Composizioni originali

Il catalogo completo e aggiornato dei miei brani.

     
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Elaborazioni
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Elaborazioni

Gli arrangiamenti e le orchestrazioni.

     
 

Musica sacra per uso liturgico

Alcuni brani per la liturgia.

     
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CD

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I cd in cui sono apparsi miei brani.

 
   
YOUTUBE    
 

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Se gli "assaggi" musicali vi sono piaciuti, non vi resta che visitare il mio spazio su YouTube. Qui troverete: la mia musica, gli arrangiamenti per coro a cappella, i laboratori di composizione Herr Kompositor, i cartoni animati e, naturalmente, i concerti con Clara, mia sorella.
 
 
 

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© P. Alessandro Polito, 2010